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Storia

Auto, Moto d'epoca

Fu così che ci si incontrò al circolo, già degli anarchici di inizio secolo, nel rione Montecavallo di Rimini, dove, fra l’altro, si mangiava bene, si beveva meglio e si pagava poco, gettando le basi per qualche attività motociclistica.

Pensammo di apporgiarci per l’organizzazione a qualche club cittadino, e siccome il sottoscritto era amico di Pasolini Massimo, consigliere e Direttore Sportivo del locale Moto Club, e del figlio Renzo, collaudatore e pilota dell’ Aermacchi Varese, decidemmo di interpellare il Moto Club Rimini che ci accolse sportivamente e con entusiasmo, come sezione Moto d’epoca del Moto Club Rimini. Partecipammo insieme ad alcuni raduni (Firenze, S.Marino, Ravenna, Foiano ecc.) e altri ne organizzammo, mentre il gruppo delle moto antiche nel frattempo diventava piu numeroso.

L’entusiasmo ci spingeva verso nuovi orizzonti e la necessità di regolamentazione nazionale ci obbligava ad unificare le nostre vedute con quelle degli altri, in modo particolare con l’ A.S.I., l’organo federale preposto a questa materia, con la quale in seguito alla partecipazione di due di noi a una delle prime rievocazioni del Sassi- Superga, decidemmo di federarci.

Questa opportunità fu vagliata a lungo e si dovette prima far conoscere a tutti noi gli esatti scopi, obblighi di comportamento e diritti che tale affiliazione richiedeva. 

Discutemmo su un’eventuale nome da dare al nostro club, che non volevamo contraddistinguere con una sigla,ma con un nome capace di rimandare ad un veicolo antico. Mazzini mi chiese in più occasioni la mia idea in proposito, e gli proposi diversi nomi legati alla nascita e agli sviluppi del motociclismo dei primordi. Con una decisione che lo distinguerà sempre, il giorno seguente Mazzini si presentò a casa mia con un bozzetto del marchio e del logo “SPORT CLUB IL VELOCIFERO” Rimini che divenne il nostro simbolo definitivo. Raggiante mi chiese: << Va bene?>>. Aveva deciso bene; tutti gli interessati approvarono.

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Alla fine del 1977 firmammo l’atto costitutivo del Club davanti ad un famoso notaio in Rimini e completammo al più presto le pratiche per l’affiliazione A.S.I.. Il presidente fu acclamato all’ unanimità: Gianni Mandolesi, Vice presidente Franco Mazzini, Vice presidente supplente Augusto Farneti, segretario Mariano Buzzone ed infine, revisore, Mazzocchi Paolo. Il loro mandato per statuto sarebbe durato tre anni. Sotto la loro spinta, in particolar modo di Mazzini, il Velocifero assurgerà a quelle vette che sembra gli siano congeniali ancor oggi. 

Raduni, rievocazioni, mostre, manifestazioni internazionali portano alla ribalta il nostro Club. Passano velocemente i primi tre anni e si rinnovano le cariche : Mazzini presidente, Battarra vice presidente, Farneti vice presidente supplente , Fiori, Mazzini, Bertozzi segretari, Bovo e Mazzocchi revisori. La manifestazione internazionale del 1981 organizzata in pista, per la primavolta in Italia “Moto storiche in Gran Prix”, suscita un grande eco, tanto da ripeterla in termini ancora più precisi nel 1982; è per il Velocifero, la manifestazione più importante dell’anno e diventa anche quella di punta dell’ A.S.I. che si sente rappresentata in prima persona e rappresentante del motociclismo storico italiano agli occhi dei numerosi stranieri iscritti.

Si ripete e si amplia il successo di questa seconda edizione al punto che si comincia a parlare di “un classico” del motociclismo d’epoca. Le riviste specializzate e i Club esteri iseriscono già nei calendari la data fissata per l’evento:l’ultimo week-end di giugno, a Misano, nell’autodromo di Santa Monica, ogni anno. Intanto la vita sociale del Velocifero si fa più intensa così come più pressanti le esigenze organizzative; nel frattempo anche le cariche sociali erano cambiate: Battarra presidente, Farneti vice, Corvatta vice presidente supplente, Raschi segretario, Mazzocchi e Bovo revisori dei conti. Sotto la spinta del dinamico Battarra è organizzata la terza edizione di “Moto storiche in Gran Prix”, nel 1983 che registra ben 250 iscritti, buona parte dei quali provenienti da ogni parte del mondo, e la quarta per la quale si prevedono macchine, collezionisti, ex corridori di assoluta eccezionalità. 

I ricordi sono finiti, la storia del Velocifero è storia del presente e, stante il timone in buone mani, sarà storia anche nel futuro. 

Rimini, Gennaio 1984. Augusto Farneti.

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